C'è un momento, guardando la prima inquadratura di Downton Abbey, in cui la facciata vittoriana della grande dimora appare tra gli alberi e qualcosa scatta: la sensazione di riconoscere un luogo che non si è mai visitato. Quella facciata esiste davvero. Si chiama Highclere Castle, si trova nell'Hampshire, a circa novanta chilometri da Londra, e appartiene alla stessa famiglia da quasi quattro secoli.

La serie televisiva ha fatto di Highclere il simbolo di un certo modo di immaginare l'Inghilterra, ma la storia vera dei Conti di Carnarvon non ha nulla da invidiare alle trame degli sceneggiatori. Ha anzi il vantaggio di essere accaduta davvero: con fortune dissipate, matrimoni transatlantici, una tomba faraonica aperta nel deserto egiziano e, nascosta sotto le cantine della dimora, una collezione di antichità che per decenni quasi nessuno sapeva fosse lì.

L'architettura: Charles Barry e il sogno vittoriano

La struttura che vediamo oggi non è medievale, anche se le torri e le merlature potrebbero ingannare. Highclere Castle fu trasformata nella sua forma attuale tra il 1838 e il 1878 su progetto di Charles Barry, lo stesso architetto che in quegli anni stava ridisegnando le Houses of Parliament a Westminster. Il terzo Conte di Carnarvon gli commissionò una trasformazione radicale di quello che era stato fino ad allora un palazzo georgiano, e Barry ne fece un esempio di quello stile che gli inglesi chiamano Jacobethan: un ibrido che mescola gotico, Tudor e rinascimento italiano, tutto rivestito in pietra color miele.

L'interno è altrettanto teatrale. Il grande atrio a doppia altezza, le biblioteche con i pannelli in legno scuro, la sala da pranzo con i ritratti di famiglia: ogni ambiente sembra costruito per comunicare peso, continuità, appartenenza. Non è finzione scenografica: gli arredi originali erano già lì quando la produzione di ITV arrivò nel 2010. Gli scenografi apportarono pochissime modifiche, perché non ce n'era bisogno.

Le grandi dimore inglesi devono buona parte del loro fascino ai paesaggi che le circondano, curati per secoli come estensioni dell'architettura stessa.

I Carnarvon reali: più romanzeschi di Lord Grantham

Per capire Highclere bisogna conoscere almeno due dei suoi Conti. Il quinto, George Herbert, è quello che entrò nella storia: fu lui, nel novembre del 1922, a finanziare e presenziare all'apertura della tomba di Tutankhamon nella Valle dei Re, accanto all'egittologo Howard Carter. La notizia fece il giro del mondo, e con essa quella «maledizione del faraone» che la stampa dell'epoca trasformò in leggenda quando Lord Carnarvon morì pochi mesi dopo, nel 1923, per complicazioni da un'infezione. Aveva cinquantasette anni.

Ma c'è un dettaglio che interessa chi guarda Downton Abbey con occhio attento. Il quarto Conte, padre del cercatore di tombe, aveva ereditato una dimora splendida e quasi insostenibile economicamente. La soluzione arrivò sotto forma di matrimonio: nel 1895 sposò Almina Wombwell, figlia illegittima del banchiere Alfred de Rothschild. Almina portò con sé una dote enorme che salvò Highclere, ristrutturò le cantine, pagò i debiti e finanziò le successive spedizioni in Egitto. Il parallelo con Cora Crawley, l'ereditiera americana che sposa Lord Grantham e salva Downton, è così preciso da sembrare copiato. Julian Fellowes, creatore della serie, ha sempre dichiarato di conoscere bene la storia dei Carnarvon.

L'attuale Conti di Carnarvon, Fiona, ha scelto di aprire la dimora al pubblico con una certa continuità e di raccontarla in prima persona, attraverso libri e apparizioni. È in parte grazie a lei che Highclere, dopo decenni di chiusura quasi totale, è diventata una meta visitabile.

La collezione egizia nel seminterrato

Pochi visitatori sanno cosa li aspetta sotto la dimora. Nelle cantine di Highclere, restaurate e aperte al pubblico solo di recente, si trova una collezione di antichità egizie raccolta dal quinto Conte durante le sue spedizioni. Per decenni questi oggetti giacquero dimenticati in valigie e scatole, non catalogati, non esposti. Una parte fu riscoperta negli anni Ochenta del Novecento durante lavori di restauro.

La collezione comprende shabtis, amuleti, frammenti di papiro con geroglifici, gioielli e oggetti funerari. Non ha le dimensioni del British Museum, ma ha qualcosa che i grandi musei non possono offrire: il contesto. Questi oggetti appartenevano all'uomo che finanziò il ritrovamento più celebre dell'archeologia moderna, e si trovano nella sua casa. Nelle stesse cantine in cui probabilmente furono posati la sera del ritorno dall'Egitto.

Gli interni delle grandi dimore inglesi custodiscono strati di storia: ogni oggetto, ogni ritratto racconta chi ha vissuto tra quelle mura.

Il giardino di Capability Brown

Il paesaggio che circonda Highclere non è spontaneo. Fu disegnato nella seconda metà del Settecento da Lancelot Brown, soprannominato Capability per la sua abitudine di dire a ogni cliente che la sua proprietà aveva «great capabilities» di miglioramento. Brown è il paesaggista che ha definito l'estetica del giardino inglese romantico: niente simmetrie formali, niente fontane geometriche, ma colline ondulate, laghi artificiali che sembrano naturali, alberi piantati a gruppi come se ci fossero sempre stati.

A Highclere il suo lavoro è ancora leggibile. I cedri del Libano che compaiono in molte inquadrature di Downton Abbey, piantati secoli fa, hanno oggi tronchi che quattro persone non riuscirebbero ad abbracciare. Il Secret Garden, un giardino formale con siepi e rose, fu aggiunto più tardi e contrasta piacevolmente con l'ampiezza del parco. In primavera, quando i campi attorno fioriscono, il vialetto d'accesso è uno di quei posti che si fotografano e poi si trovano impossibili da descrivere a chi non c'è stato.

Quando e come visitare

Highclere Castle apre al pubblico solo per alcune settimane all'anno, concentrate prevalentemente in estate (luglio e agosto) con aperture aggiuntive per eventi speciali come l'Easter weekend e alcune date autunnali. I biglietti si esauriscono in anticipo: è consigliabile verificare il calendario sul sito ufficiale della dimora e acquistare prima del viaggio, non il giorno stesso.

La stazione ferroviaria più vicina è Newbury, sulla linea Londra Paddington. Da lì occorre un taxi o un'auto a noleggio, perché non esistono collegamenti pubblici diretti alla dimora. Chi arriva in auto da Londra percorre la M4 e poi la A34: con traffico normale si è lì in poco più di un'ora.

La visita standard include gli appartamenti di stato al piano nobile, la biblioteca, la collezione egizia nel seminterrato e il parco. Non è consentito fotografare all'interno. Il tea room nel parco serve un afternoon tea decoroso, con scones e sandwich al cetriolo: non aspettatevi qualcosa di particolarmente raffinato, ma l'atmosfera compensa abbondantemente.

Un consiglio pratico: arrivate al mattino presto, quando i gruppi di turisti non si sono ancora accumulati nei corridoi. Gli interni sono piccoli rispetto a quanto si immagina guardando la serie, e la folla li trasforma rapidamente in qualcosa di meno suggestivo. Con calma, nelle prime ore, Highclere ha ancora la qualità di un luogo vissuto, non di uno scenografico.

La primavera trasforma i parchi delle dimore inglesi: i giardini di Capability Brown, pensati per ogni stagione, danno il meglio con le fioriture di aprile e maggio.

Uscendo dal cancello, con la facciata alle spalle, capita di capire perché Julian Fellowes abbia scelto proprio questo posto. Non è solo la fotogenia delle torri vittoriane. È che Highclere porta ancora i segni di chi ci ha vissuto: il quarto Conte che firmava assegni grazie a una moglie ricca, il quinto che tornava dall'Egitto con le valigie piene di storia. La fiction di Downton Abbey ha mutuato da qui le sue trame migliori. La realtà le aveva già scritte.